Relazioni ferrate Valle d'Aosta 20/01/2019 12:06 (UTC)
   
 
FERRATA GORBEILLON

LUNGHEZZA PERCORSO: 300 METRI  (SOLO FERRATA)

DIFFICOLTA: = D

DISLIVELLO:
150 METRI

TEMPO NECESSARIO:  1.5 ORE


DESCRIZIONE:

Dalla partenza della ferrata proseguire lungo il sentiero che sale sulla destra e continua quasi in piano tra gli alberi. Arrivati al bivio tralasciate il cavo metallico che sale sulla sinistra (rientro della ferrata) e continuate dritti tra l’erba fino ad arrivare allo strapiombo.

Dopo aver superato questo passaggio delicato non resta che risalire il pendio fino ad arrivare alla biforcazione della ferrata all’ombra dei larici. Qui si segue il cavo che scende dolcemente sulla sinistra tralasciando quello che sale (rientro della ferrata) e in pochi minuti si arriva nuovamente sul sentierino di accesso.

La ferrata inizia con un traverso verso sud, scende tre gradini poi continua verso sinistra fino all’altezza della palestra di roccia dove comincia a salire. Si supera un tratto delicato sotto il tetto cui segue un traverso aereo attrezzato con delle minuscole placche metalliche.

Al termine del traverso si esce su una bella placca, la si supera arrivando al belvedere e si prosegue per pochi metri su delle rocce rotte fino ad arrivare ad una placca molto coricata punteggiata da ciuffi d’erba.

Si prosegue lungo un traverso che porta ad un terrazzino panoramico,

si supera un breve strapiombo per poi salire in mezzo ai ciuffi d’erba sulla destra fino ad arrivare alla base delle rocce lisciate dai ghiacciai.

Si sale dolcemente sulla sinistra tra le tracce lasciata dai camosci fino ad uscire su un ampio terrazzo erboso .

Ci si dirige poi verso nord fino ad arrivare ad un gruppo di piante che crescono a monte di un dosso roccioso oltre il quale appare il capoluogo di Valtournenche. Si scende dall’altra parte ai piedi del ponte tibetano e dopo uno strapiombo piuttosto delicato lungo un paio di metri si attraversa il vallone sui tre cavi d’acciaio.

Si supera una bellissima placca al termine della quale da un praticello verde si vede la sagoma inconfondibile del Cervino e si inizia la discesa. Per il rientro occorre seguire la traccia che si dirige in piano verso Nord, tralasciando quello che sale e porta sulla pista ciclabile che collega Perrères a Promoron.

Si ritrova quasi subito il cavo d’acciaio della ferrata e si inizia la discesa tra l’erba punteggiata da rari tratti di roccia un poco più impegnativi. Dopo un breve tratto di sentiero la ferrata riprende con un traverso quasi orizzontale che porta ad un gruppo di larici, qui l’itinerario si divide e occorre proseguire sulla destra, verso sud e in leggera pendenza, tralasciando il tratto che scende più ripido verso il fondovalle. Dopo un salto di roccia di un paio di metri si arriva al sentiero che in pochi minuti riporta alla partenza.
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FERRATA GUIDE DI GRESSONEY

LUNGHEZZA PERCORSO: CIRCA 800 METRI (2 TRATTI)

DIFFICOLTA: PERCORSO ROSSO = D
DIFFICOLTA: PERCORSO GIALLO = MD
DIFFICOLTA: 
PERCORSO NERO  = ED

DISLIVELLO: 500 METRI

 


DESCRIZIONE:
(Una difficile ferrata, preparata dalle Guide, che supera le rocce verticali
 
dell’ampia parete presente alle spalle della chiesa di Gressoney La Trinité)

 Considerazioni generali sul percorso:   La ferrata è considerata estremamente difficile, se fosse percorsa in libera, presenterebbe dei passaggi di 6° grado superiore.   Occorre affrontare questo percorso essendo ben allenati ed equipaggiati; la lunghezza del primo tratto di ferrata (Percorso Rosso) è di soli 300 metri ma questi sono tutti molto faticosi..   Nel 2003, per venire incontro alle esigenze sempre più spinte degli amanti delle ferrate "sportive", sono stati attrezzati nuovi tratti di ferrata che iniziano, poco distante dalle antenne ripetitrici, con un ponte tibetano e poi proseguono sulla parete di fronte con difficoltà crescenti per la presenza di molte zone strapiombanti.   Questi nuovi tratti di ferrata (Percorso Giallo e Percorso Nero), che risalgono il contrafforte roccioso per altri 173 metri, devono essere affrontati esclusivamente da "persone adulte esperte ed allenate", come avverte il cartello posto ai piedi della ferrata.   Al termine di questi nuovi tratti si raggiungono due casolari (baite Bodma) posti a ridosso delle rocce.   La discesa avviene per un sentiero nel bosco che, con un largo giro, supera la fascia rocciosa e ritorna al punto di partenza. 

PRIMO TRATTO - "PERCORSO ROSSO":
Dalla zona del piazzale di parcheggio delle auto, si va verso sinistra in direzione delle pareti.Si imbocca il sentiero e lo si segue, in salita, verso destra fino a raggiungere un piccola cava di pietra in disuso.   In poco più di 5 minuti dalla partenza, si raggiunge l’attacco della ferrata.   Questo primo tratto di ferrata si può suddividere in tre sezioni. 
SEZ. A) - La prima parte della ferrata sale le rocce sulla destra, nelle vicinanze del filo di uno spigolo.   Si inizia subito con il superamento di due strapiombi che impegnano molto l’escursionista.   Si prosegue diritti con difficoltà inferiori, fino a raggiungere un ripiano di terra ed erba.   

 SEZ. B) - Dal ripiano erboso, si prosegue verso sinistra, seguendo il cavo della ferrata che transita in falso-piano sotto pareti verticali per una cinquantina di metri.   Si riprende a salire in verticale, superando cenge successive fino ad arrivare, oltre uno spigolo, alla base di un bel camino.   Lo si deve superare in spaccata, sfruttando i gradini presenti sui due lati della parete.   Superato il camino, si risalgono facili roccette, si piega leggermente verso sinistra e si raggiunge la base di una lunga scala ancorata alla roccia, che supera un grande strapiombo.   Nei pressi c’è uno spiazzo che permette di effettuare una sosta. 
SEZ. C) - Si inizia l’ultima parte della ferrata, superando lo strapiombo grazie alla scala poi, oltre questa, la ferrata entra sotto una serie di piccoli tetti e si esce a sinistra.   
 In questo punto, occorre fare molta attenzione a non sbattere la testa e la spalla destra contro spuntoni sporgenti di roccia.   Si prosegue ancora, per alcuni risalti facili, fino a raggiungere l’ultima fascia rocciosa che sostiene il traliccio dei ripetitori.   Prima della cima, occorre ancora superare una parete strapiombante, seguita da una parte rocciosa più appoggiata e facile e, finalmente, si raggiunge l’antenna alla sommità dell’ultimo roccione.   

SECONDO TRATTO – "PERCORSO GIALLO": 
Come indicato, il primo tratto di ferrata termina alle antenne ripetitrici poste sul cucuzzolo della parete che sovrasta l’abitato di Gressoney La Trinité.   Nel 2003, è stata costruita, dalle Guide di Gressoney, una seconda parte di ferrata che inizia a sinistra partendo dalla sommità della parete del primo tratto. 
  Si fanno pochi passi e si nota la nuova parte che inizia con qualche metro in discesa (3 gradini) per permettere l’accesso al nuovo "ponte tibetano" lungo circa 40 metri e alto circa 60 metri dal suolo,  al termine del ponte, che supera un ampio baratro, c’è una parete molto ripida e strapiombante che impegna molto l’escursionista.   La ferrata inizia a salire la parete prima in verticale, poi si sposta verso destra e segue una linea diagonale su una parete strapiombante di almeno 50 metri d’altezza.   E’ questa la parte più difficile.   Per superare questo tratto di ferrata occorre essere ben allenati per poter salire veloci, con decisione e a forza di braccia.   L’uso di alcuni nodi aggiuntivi da effettuare sul cavo d’acciaio aiuta l’escursionista ad affrontare meglio questa parte e a superarla.       
  Al di sopra dello strapiombo, la parete si addrizza un po’ e diviene verticale.   La ferrata supera questa ultima parte verticale e affronta ancora due piccoli strapiombi, prima di terminare in una zona erbosa a circa 2100 m di quota, in prossimità di due casali (baite Bodma) sistemati a ridosso di alte pareti rocciose.   Poco più in alto è visibile una grande cascata.   Nei pressi della prima baita c’è il segnale del sentiero n.11, che indica di andare a destra, verso la discesa.

 TERZO TRATTO - "PERCORSO NERO": 
IL PIU ATLETICO
Dall’altro lato del ponte tibetano, anziché salire direttamente in verticale per il "Percorso Giallo", occorre scendere qualche metro verso sinistra, su un tratto molto esposto (il passaggio viene facilitato da un tronco incastrato) che aggira lo spigolo della parete. 
  Oltre lo spigolo, si incontra un altro ponte tibetano, molto più corto del precedente, che permette di superare un altro baratro e di raggiungere un piccolo spiazzo.   Si risale uno spigolo totalmente strapiombante. Anche qui è consigliato dotarsi di longe lunga, fettucce e moschettoni aggiuntivi per aiutarsi sui cavi metallici e sui gradini della ferrata, in quanto il percorso richiede un'intensa trazione delle braccia. Un ultimo passaggio molto esposto e di forza su un tetto ancora strapiombante permette di raggiungere il pianoro dove si trova l’alpeggio Bodma. 

 Discesa dal termine del Primo Tratto (Percorso Rosso):  Si segue il sentiero erboso che inizia proprio alle spalle della piccola cabina di alimentazione dell’antenna e che sale leggermente verso destra inoltrandosi nel bosco.   Il piccolo sentiero (aperto in occasione dell’inaugurazione della ferrata), risale una costa con alcuni tornanti e confluisce nel sentiero n.11 (segnali ben visibili) che taglia la zona boschiva a mezza costa. 
  Questo tratto di sentiero n.11 collega il sentiero n.10B (che va salendo verso sinistra) con il sentiero n.10 (che procede a destra in discesa).   Si cammina in leggera discesa (verso destra) sul sentiero n.11, fino a quando questo confluisce nel sentiero n.10.   Si segue quindi il sentiero n.10 in discesa, verso destra, mantenendosi sempre nel bosco, percorrendo un bel tratto con diversi tornanti, fino ad incontrare una deviazione a destra, poco evidente, dove inizia, in forte discesa, un sentierino di recente apertura. 
  Occorre prendere questa deviazione ed inoltrarsi sul piccolo sentiero scosceso.   Lo si segue in discesa percorrendo innumerevoli tornanti e traversi nel bosco, passando a poca distanza da alcuni paravalanghe metallici (pitturati in verde) sistemati in più punti nel bosco.   Il sentiero scende sempre ripidamente, transita vicino ad una antica cava di pietra e raggiunge la base della ferrata, nella zona d’attacco a quota di circa 1670 m.   Proseguendo in discesa sullo stesso sentiero, che diventa qui una piccola sterrata, si raggiunge nuovamente il piazzale di parcheggio delle auto alle spalle della chiesa. 
http://www.eneafiorentini.it/imags/point_blu.gif Discesa dal termine del 2° e 3° Tratto (Percorso Giallo e Percorso Nero):  Si seguono il segnali del sentiero n.11 a partire dalle baite Bodma, andando in discesa verso destra, attraversando una zona di bosco di pini e poi un boschetto di ontani.    
  Dopo una decina di minuti e dopo aver superato alcuni tornanti il sentiero si congiunge a quello che proviene dall’uscita del primo tratto di ferrata.   Da questo punto, la discesa prosegue come già spiegato per quella del primo tratto. 


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FERRATA JOSE ANGSTER

LUNGHEZZA PERCORSO: CIRCA 500 METRI 

DIFFICOLTA: D

DISLIVELLO: 220 METRI

TEMPO NECESSARIO: CIRCA 1 ORA




 

 

DESCRIZIONE:

 

Dal lago Gover di Gressoney S. Jean si gira a sinistra e si prosegue fino ad arrivare alle spalle del lago, alla fine della staccionata si trova sulla destra il cartello che indica palestra di roccia e ferrata. Si sale fino ad incrociare il sentiero (15), detto il sentiero della regina, che taglia pressoché in piano il pendio. Si gira a destra e lo si percorre fino all'inizio della pietraia dove si trova il secondo cartello indicatore e la pianta della ferrata. Si sale lungo la pietraia su tracce di sentiero seguendo gli esili segnavia gialli fino ad arrivare al piccolo chalet delle guide, qui si trova il piccolo sentiero che sale sulla destra, e si arriva in breve alla partenza della ferrata, (cavo giallo).

La partenza della ferrata è subito verticale, poi la pendenza si addolcisce, si passa sotto l'arrivo di una tirolese, si prosegue ancora in placca e dopo aver percorso in salita una cengia scivolosa che finisce con un paio di gradini si arriva all'incrocio con la ferrata dei bambini. L'itinerario prosegue lungo placche abbastanza coricate fino a raggiungere un traverso sulla destra, dal quale si possono ammirare comodamente le cime del massiccio del Monte Rosa che chiudono in alto la valle di Gressoney. Si passa sul lato nord dello sperone dove si trova il passaggio chiave della ferrata: dopo un breve tratto abbastanza coricato la parete si inarca verso la verticale e poi in leggero strapiombo. Si prosegue lungo un brevissimo traverso sulla sinistra sempre oltre la verticale e si esce dalla parte impegnativa raggiungendo un pendio dove la ferrata si riduce a poco più di un sentiero. Poi la roccia sale nuovamente, con un ultimo sforzo si raggiunge la piccola statua della madonna davanti alla quale è stata fissata una panca molto esposta dalla quale si domina l'abitato di Gressoney e il lago Gover. Poi con un ultimo brevissimo strapiombo si raggiunge la fine della ferrata e il prato che circonda una bella baita costruita in pietra e legno.

 

Rientro: Dalla fine della ferrata si raggiunge in pochi minuti l'alpe Tschachteljatz dove si trova il cartello che segnala una quota di 1750 m, probabilmente approssimata per eccesso. Sulla sinistra passa il sentiero 4A che si percorre in discesa prima a fianco della parete rocciosa dove sono tracciate alcune vie di arrampicata poi nel bosco di conifere fino ad incrociare il sentiero numero Sentiero N° 15, detto della regina. Si prosegue la ripida discesa fino al lago Gover.
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FERRATA  BETHAZ-BOVARD

LUNGHEZZA PERCORSO: 1,5 KM

DIFFICOLTA: AD

DISLIVELLO: 900 METRI

TEMPO NECESSARIO:  6 ORE

Introduzione:

Con più di 800 metri di dislivello la via ferrata di Valgrisenche è la più lunga della Valle d'Aosta. Si divide in quattro tronconi il che permette in caso di emergenza un rientro rapido all'auto. Non presenta particolari difficoltà o tratti adrenalinici, sin dalla partenza si incontrano alcuni modesti strapiombi che anche le persone meno dotate fisicamente superano con facilità. Il pezzo più piacevole è la lunga placca quasi verticale e lunga diverse decine di metri alla base del terzo tratto delle ferrata.

I quattro tratti sono di difficoltà decrescente ma aumentano i tempi di percorrenza che variano da 30-40 minuti per il primo a 50-60 per l'ultimo. Si consiglia alla fine della ferrata di raggiungere i laghi Morillon e il Rifugio degli Angeli che ha preso il posto del Rifugio Scavarda e rientrare dall'Arp Vieille lungo la bellissima mulattiera militare (segnavia 18, 16 e 17)

LA FERRATA

Descrizione primo tratto

Dopo aver parcheggiato l'auto si prosegue per poche decine di metri lungo la strada asfaltata che porta la magazzino delle fontine. Si passa davanti all'entrata di questo deposito ricavato all'interno di una fortificazione della seconda guerra mondiale e si raggiunge la partenza della ferrata. Sulla destra un grande pannello ne illustra caratteristiche e sviluppo.

Si parte con un breve strapiombo, alla fine di un tratto verticale si sale lungo un sentierino tra l’erba dove si interrompe il cavo delle ferrata. Seguono 4 metri di placca e un piccolo traverso a sinistra. Al termine del terrazzino che si percorre verso destra inizia una bella placca. Dopo una decina di metri verso sinistra inizia una serie di placche coricate. Ancora 5 metri di traverso sulla sinistra poi 2 metri circa di strapiombo, si passa a fianco di un tettuccio che si lascia sulla destra e dopo 2 metri di terrazzino sulla sinistra riparte la placca.

Si percorre verso sinistra un terrazzino di 5 metri circa poi si sale un panettone, si lascia sulla destra un tetto nei pressi del quale sono ben visibili le rocce lisciate dall'antico ghiacciaio. Ci si dirige a sinistra su di un traverso di una decina di metri poi si superano due pancette in successione. Tutte e due hanno un pezzettino leggerissimo di strapiombo.

Segue un tratto di rocce con circa 45 gradi di pendenza, 5 metri di traverso sulla sinistra e 10 metri di placca molto coricata. Si arriva al piccolo strapiombo lungo circa 3 metri: non è particolarmente esposto ma occorre un po’ di energia e di coordinazione per cambiare i moschettoni. Dopo il tratto verticale che segue si arriva su un terrazzino e ricomincia un tratto molto inclinato.

Sotto i primi larici si vedono brillare le acque azzurre del lago di Valgrisenche trattenuto dal muro della diga. Ancora un tratto di sentiero e dopo un paio di metri di ferrata si attraversa una striscia di roccia e si arriva sul sentiero di rientro, la vecchia mulattiera militare che sale all'Arp Vieille, dove finisce il primo tratto della ferrata di Valgrisenche.

Secondo tratto

Si sale all’ombra dei larici lungo il vecchio sentiero militare fino a trovare sulla destra il cartello della segnaletica che indica quota 1930 3h00 per Becca de l’Aouille. Da questo punto inizia il secondo tratto della ferrata.

Dopo il primo pezzo verticale si arriva al breve sentiero che traccia una larga "C" tra l'erba poi riprende la ferrata con un tratto molto coricato, segue un pezzo un po’ più verticale e si arriva sotto un tetto che si evita con un traverso sulla sinistra. Dopo il terrazzino si percorre un breve tratto verticale che porta ad un ampio terrazzo erboso dal quale si cominciano a vedere le acque azzurre della diga. Sullo sfondo si vedono le montagne dell'alta Valgrisenche, bellissime contro il cielo azzurro e il luccichio dei ghiacciai.

Dopo un tratto molto coricato si percorre una splendida placca, seguono una decina di metri di sentiero verso sinistra poi riparte la ferrata che in questo tratto ha una pendenza modesta. Si percorre un piccolo terrazzino, si risale una placchetta e si prosegue lungo delle rocce rotte molto coricate. La pendenza diminuisce ancora e dopo un breve tratto di roccia ci si trova a camminare tra i mirtilli.

Segue una bella pancetta alta 5 metri, si percorre un tratto di sentiero dal quale si vede l’intero bacino della diga di Valgrisenche che scintilla sotto il sole, ancora un traverso a sinistra, su sentiero, poi inizia una placca alta circa 7 m e coricata.

Dopo un altro tratto di sentiero e una pancetta di un paio di metri, una placca corta molto coricata e un terrazzino danno accesso ai pascoli dove finisce la seconda parte della ferrata.

Terzo tratto

Dal praticello dove finisce la seconda parte della via ferrata di vede bene la Becca de l'Aouille, su di una roccia è fissato il cartello giallo del segnavia che indica quota 2180 e 2h10 alla fine della ferrata. Si segue sulla destra la traccia appena accennata che scende leggermente verso nord fra le piante di mirtillo. Si arriva alla base dei roccioni poi si scende ancora passando su muri slabbrati di una barma, una costruzione rurale nella quale viene utilizzata la parete rocciosa come copertura.

Si cammina ai piedi delle rocce con sotto dei prati scoscesi, si cammina quasi sopesi su esili tracce. Si risale il pendio fino a costeggiare la roccia e arrivati in vista della ferrata si prosegue in piano tra macchie di mirtilli, ginepri e rododendri fino a raggiungere la partenza del terzo tratto.

Dopo la prima parete poco meno che verticale un terrazzino porta alla grande placca, la parte più piacevole della ferrata, un lungo susseguirsi di gradini che tagliano la parete quasi verticale e alta alcune decine di metri. Si percorre tutta in una decina di minuti, seguono una ventina di gradini in mezzo alle rocce rotte poi inizia nuovamente un tratto continuo ma un poco più coricato.

All’inizio di questo tratto assicurarsi sulla corda di sinistra perché a destra c’è un chiodo proprio nel punto meno comodo per assicurarsi. Si esce dalla parete liscia e passando a monte di due larici si inizia a percorrere il traverso sulla destra. Dopo un gradino si continua lungo il traverso sulla destra prima quasi in piano poi in leggera discesa fino ad arrivare alla fine del terzo tratto dove inizia il sentiero.

Quarto tratto

All'inizio dell'ultimo tratto della via ferrata si trova il cartello che indica quota 2350 1h20 alla fine della ferrata. La partenza inizia con una placchetta molto coricata seguita da una decina di gradini senza protezione su roccia molto inclinata, quasi un sentiero. Si sale su pancette rocciose intervallate da piccoli terrazzini fino ad arrivare a 9 gradini molto coricati senza protezione.

Si attraversa un terrazzino in mezzo ai rododendri e ricomincia la salita. Dopo un traversino sulla destra tra i ciuffi di ginepro si percorre una placca estremamente coricata. Si superano 8 gradini non protetti poi si sale in mezzo ad alcuni pietroni tenendosi sulla destra. Subito dopo riprende il sentiero. Dopo un pezzo di ferrata ricomincia il sentierino, interrotto da due pancette microscopiche di neanche un metro leggermente strapiombanti e superati alcuni massi si ritrova la ferrata.

Si arriva ad una cresta oltre la quale si vede l’abitato e la diga di Valgrisenche di fronte, sull'altro lato della valle quanto rimane delle fortificazioni di Maison Forte erette alla fine del XVIII secolo. Si supera un piccolo camino oltre il quale un traverso sulla sinistra porte nuovamente in vista della diga e del ripetitore costruito sulla Becca de l'Aouille.

Il sentiero prosegue tra la rocce rotta, c’è un pezzettino non protetto tra i massi dove occorre seguire i bollini bianco rossi che fanno da segnavia. Ci si porta nuovamente in cresta dove si si ritrova il sentierino. si oltrepassa un tratto sprotetto di un paio di metri poi si prosegue sempre lungo la cresta, si supera un piccolo camino e dopo una breve serie di gradini si arriva al sentiero che porta alla fine della ferrata segnalata da un ometto.

Si percorre su sentiero tutta la cima erbosa, punteggiata da stelle alpine, della Becca de l'Aouille. Si passa a fianco del ripetitore e si scende, aiutandosi con alcuni cavi d'acciaio, sulla destra. Arrivati alla fine del tratto ripido di sentiero si attraversa la pietraia e si risale dell’altra parte fino ad arrivare al colle a quota 2646 dove passa il sentiero che collega La Béthaz ai laghi Morillon (Morion) e al Rifugio degli Angeli.

DISCESA

Proseguire sul sentiero 18 fino al Rifugio degli Angeli, salire alle sue spalle fino al colle a quota 2940, scendere sul sentiero 16 fin sopra l'Arp Vieille e seguire la bellissima mulattiera militare, segnavia 17, che riporta al parcheggio.


 



 

 
  LA MONTAGNA
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
  VIE FERRATE EFFETTUATE
QUESTA E' UNA LISTA DI TUTTE LE FERRATE SVOLTE SULL'ARCO ALPINO E SULLE PREALPI LOMBARDE CON LA PARTECIPAZIONE DI MIO FRATELLO MAURIZIO.
IN QUALCHE OCCASIONE HO AVUTO ANCHE IL PIACERE DELLA COMPAGNIA DEI MIEI COGNATI COSTANTINO E GAETANO.

"Delle guide" Gressoney, Aosta
"Gorbeillon" Valtournenche, Aosta
"Corno Rat" Valmadrera, Lecco
"Gamma 1" ai piani d'Erna, Lecco
"Gamma 2" al Resegone, Lecco
"Corno Medale" Lecco
"Centenario CAO" Menaggio, Como
"Orrido" di Chianocco, Torino
"Orrido" di Foresto, Torino
"Ferrate" di Casto, Brescia
"Nicola Ciardelli" Roure, Torino
"Gorge" fiume Dora Riparia, prov.Torino
"Nito Staich" Oropa, Biella
"Ottorino Marangoni" Mori, trento
"Rocche del Reopasso" Crocefieschi, Genova
"Jose Angster" Gressoney, Aosta
"San Salvatore" Lugano, Svizzera
"Tridentina" Val Badia Colfosco, Bolzano
"Della Balma" Balma, Biella
"Sass Tavarac" Erba, Como
"Rocca bianca" Caprie, Torino
"Du Diable" Aussois alta Savoia, Francia
"S. Contessi" m. 2 mani, Morterone, Lecco
"Bethaz-Bovard" Valgrisenche, Aosta
"Gabi-Simplon" Gabi, Svizzera
"Emilio Detomasi" Alagna, Vercelli
"Rocca Clarì" Claviere, Torino
"Zucco Pesciola" piani di Bobbio, Lecco
"Degli Alpini" gr. Fanes ( DOL.) Cortina, (BL)
"Limbo" Oropa sport, Biella
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